Resoconto di un viaggio in Burkina Faso dove LVIA è impegnata nell’emergenza alimentare

Sono appena tornato dal mio viaggio in Burkina Faso dove ho affiancato i cooperanti LVIA e Medicus Mundi nell’emergenza sanitaria e alimentare.

È davvero una situazione umanamente insostenibile quella sofferta dai burkinabe che dal pasto giornaliero sono passati al pasto un giorno sì e uno no. Se lo si può chiamare pasto …
La pochezza delle disponibilità alimentari per tutti rende difficile la condizione dei più deboli come i bambini che, dopo l’allattamento, affrontano la vita con grande difficoltà esponendosi a malattie infettive a causa di una alimentazione insufficiente.
A Nanoro, presso il Centro Sanitario San Camillo, la lotta contro la malnutrizione in cooperazione con Medicus Mundi, con il Dott. Pietra e Marina, due autorità in materia sanitaria, operativi da molti anni nel campo sanitario e alimentare.

La malnutrizione in Burkina esiste da molti anni, ma a causa della carestia attuale si è aggravata: gli adulti sono deboli e sfiancati dalla fame, le donne partoriscono figli deboli e spesso il loro latte non è sufficientemente ricco per sostenerli.
È l’emergenza nell’emergenza, si corre per cercare di salvare quanti più piccoli si può con un rilevamento a tappeto nei comuni e villaggi come Nanoro e Reo, ma non solo. Il Dott Pietra e Marina hanno fatto formazione intensiva ai Responsabili dei Centri Sanitari decentrati e agli agenti. Il loro compito è rilevare i casi MAS (Malnutrizione Acuta Severa) con la misura brachiale, ovvero misurano la circonferenza dell’avambraccio, il quale, se è sotto i 10 cm., attiva il processo di aiuto locale o di ricovero presso il Centro San Camillo.  Ci sono casi gravi di bambini che non riescono ad autoalimentarsi e vengono nutriti con il sondino naso-gastrico attraverso cui si inietta l’alimento.
La somministrazione di alimenti altamente nutritivi, come il Plumpynut a base di arachidi, pone un freno all’emergenza, ma non risolve il problema: nei villaggi non ci sono sufficienti alimenti e sono lontani! Anche la scorta di MISOLA, una farina arricchita che è un mix di miglio, soia e arachide e vitamine che viene data alle mamme per i piccoli, non basta che per pochi giorni.
La ricerca di alimenti nutrienti, mi racconta il Dott. Pietra, induce le mamme a recuperare scarti di pesce (lische e teste) che vengono essiccati al sole (tra gli scarafaggi) da cui ricavano la farina macinandoli, facile da produrre e ha un buon rapporto nutritivo. Purtroppo le analisi chimiche fatte ne sottolineano la pericolosità che causa danni agli organi digestivi.

La speranza della gente burkinabe in una stagione di piogge abbondante mitiga la disperazione del momento. Il primo temporale di questi giorni accende questa speranza.
Con la prima pioggia i contadini hanno attaccato l’asino a un aratro non più grande di una vanga e, dopo aver tracciato dei solchi, hanno imbracciato la loro piccola zappa per seminare uno a uno i semi di miglio. Sono impegnate famiglie intere, dai bambini agli anziani che guardano di tanto in tanto il cielo sperando che la nuvola sopra di loro lasci cadere la preziosa acqua.
La desertificazione avanza per diverse cause come la siccità e il conseguente abbandono delle campagne delle famiglie che si spostano verso le città. Le terre coltivabili  non sono molte, la distanza dai barrage (invasi d’acqua) rende gravoso il trasporto delll’acqua e si asciugano in pochi mesi. Di acqua ne occorre molta … Se piove un raccolto, forse due, lo fanno e potrebbero sopravvivere fino a gennaio – febbraio. Poi vedremo, in qualche modo si farà.

Come sempre Lvia è presente. Vedere lo sforzo di una equipe, Lvia Burkina e Medicus Mundi, unita e costruttiva in questa emergenza mi rende orgoglioso come socio e come italiano. Ho assistito alla consegna delle sementi alla Cooperativa ASK di  Domnsin, un contributo notevole per migliaia di coltivatori che non hanno la possibilità di acquistarli, li ho visti depositare nei granai che sono desolatamente vuoti; ero presente al colloquio di Giovanni e Marco nel municipio di Gorom Gorom dove hanno informato il sindaco e l’Alto Comissiario Regionale del prossimo invio di alcune tonnellate di aiuti alimentari per le famiglie in grave difficoltà.

In Burkina Faso le attività di Lvia sono a pieno regime e anche in Italia ci si da da fare per sostenere tanto impegno.
Anche se l’attuale emergenza è affrontata occorrerà in ogni caso continuare a dare agli agricoltori e allevatori il supporto necessario, occorre dare loro la possibilità di accesso all’acqua, sementi di qualità e attrezzature adeguati.
La crisi economica dell’Europa sta decimando le risorse previste per le popolazioni in difficoltà, in Italia si sono aggiunti altri disastri che spostano le priorità di gestione degli aiuti. Sono convinto, però, che ci sia ancora spazio per i nostri amici burkinabe, possiamo ancora rinunciare a qualcosa mentre loro non hanno nulla a cui rinunciare.
So che andremo avanti, so che ogni risorsa disponibile verrà utilizzata e so anche che lo sforzo è massimo. Occorrerà tutta la buona volontà e non manca, per fortuna.

La “Lvia che voglio” è questa.

Claudio Massarente, socio LVIA, fotografo.

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