“Settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio: una sfida ancora da vincere”

La mia esperienza di servizio civile in Burkina Faso é ormai cominciata da ben cinque mesi. Il tripudio di emozioni contrastanti dei primi giorni, la bellezza della scopertà accompagnata alla nostalgia di casa, stanno lasciando ormai il posto alla vita di tutti i giorni. Ziniaré adesso é casa per me e per la mia compagna “di avventura”. Il “paese degli uomini integri” ci ha accolto tra mille sorrisi al grido di “Nassara, nassara!”, che nel dialetto locale, il mooré, significa “bianca”.

La metà della popolazione del paese vive al di sotto della soglia di povertà e circa l’80 per cento del totale vive in un contesto rurale. Partendo da queste premesse si colloca l’impegno della LVIA in materia di accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari.

Finanziato dall’Unione Europea, il progetto al quale sto contribuendo « Appui à l’assainissement familial en milieu rural et au renforcement des capacités des collectivités locales pour une gestion durable du secteur eau et assainissement » è iniziato nel febbraio 2011, avrà una durata di 42 mesi e coinvolge la Regione del Plateau Central e del Centro-Ovest. Il Governo burkinabé ha posto la questione come priorità nazionale verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

L’azione consiste in attività di sostegno tecnico e finanziario alle popolazioni di 12 comuni rurali alla costruzione di 5 102 latrine di tipo ECOSAN. L’obiettivo generale si propone di aumentare, in maniera durevole ed uniforme, l’accesso ai servizi sanitari passando dal 6 al 40 per cento nei 150 villaggi coinvolti per un numero totale di 344 178 beneficiari. La tecnologia ECOSAN tenta di assolvere due problematiche del contesto rurale africano, predisponendo l’impiego degli escrementi come fertilizzanti per il miglioramento della produzione agricola dei terreni, impoveriti dalla costante degradazione, e diminuendo del 30 per cento la diffusione di malattie. Ad oggi 18.900 burkinabé muoiono di malattie direttamente imputabili alle malsane condizioni igienico-sanitarie, dei quali 15 400 sono bambini al di sotto dei 5 anni.

Focus del progetto é assicurare nel tempo efficacia e sostenibilità, investendo direttamente sul rafforzamento delle capacità delle comunità territoriali locali. Ci si auspica di assistere in un futuro, speriamo prossimo, ad una “piccola rivoluzione” culturale e comportamentale della popolazione burkinabé verso le pratiche igieniche. Molto resta da fare, soprattutto alla luce dei recenti studi, i quali hanno dimostrano che, il settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, mirante a dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone prive di accesso sostenibile all’acqua potabile,  é ancora ben lontano dall’essere raggiunto.

Valentina Di Pietro, servizio civile LVIA in Burkina Faso

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