Dio e addii.

Diletta Carmi, servizio civile LVIA in Burkina Faso .. la partenza verso l’Italia

Maleké - blog di pancia

I saluti durano molto. Ci si accerta che l’interlocutore e la sua famiglia stiano bene. Si chiede come vanno il lavoro e la giornata. Dopo il saluto, all’ospite viene offerto un bicchiere d’acqua colmo fino all’orlo. Darlo mezzo pieno sarebbe una scortesia verso chi lo riceve e un disonore per chi lo offre. In fretta i bambini portano una sedia, una panca o almeno uno sgabello su cui sedersi, perché l’ospite possa riposarsi dopo il lungo tragitto. Una volta scolata l’acqua e riposato il sedere iniziano lunghe chiacchiere, cerimonie, confidenze, richieste di aiuto o una semplice vicinanza silenziosa. Se è fortunato, l’ospite riceve del tô (una sorta di polenta di miglio), se no semplicemente degli arachidi o dello zoomkoom (una bevanda a base di acqua e farina di miglio). Il silenzio non perturba il valore del tempo passato insieme, non crea inquietudine o imbarazzo.
Quando l’ospite deve andare via, chiede…

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