Il sogno proibito di una donna africana

Siamo in Africa, il continente che ha dato i natali all’umanità, in cui la natura ha prodotto il meglio di sè, creando imponenti meraviglie e lanciando anguste sfide alle generazioni umane che hanno abitato e abitano tuttora questo continente.

Ci troviamo in Kenya, storicamente nel punto in cui la deriva dei continenti ha prodotto la favolosa Rift Valley milioni di anni fa, condizionando l’evoluzione umana e quella geologica, e che oggi soffre per le numerose ingiustizie che continuano a perpetrarsi sul suo territorio.

Tutte queste vicende non hanno cambiato il ruolo della donna, lasciandola sempre ai margini delle sviluppi storici, politici, sociali del continente.

La donna, che è stata la prima, senza voler sminuire l’uomo, ad adattarsi alle difficili condizioni ambientali. Dove non c’era la vita lei l’ha portata, dove non c’era il cibo lei lo ha trovato, pulito e cucinato. In assenza degli uomini lei ha custodito le mandrie con i figli sulle spalle.

Dove non c’era acqua, lei l’ha cercata e trasportata a casa…. L’acqua. Sorgente di vita.

Intorno a questo prezioso liquido si svolge la vita di un’intera famiglia, tribù o villaggio. Dove c’è il bestiame assetato lei spegne la sete, dove c’è l’erba lei fa crescere il cibo, dove c’è un minimo di vita lei la alimenta. Resistendo imperterrita alle ostilità della natura.

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Il sogno proibito di una donna africana

Il legame acqua-donna è molto stretto, sono amici per la pelle, non ho visto nessun uomo in 7 anni passati in terra africana che tenesse in testa litri e litri d’acqua e che percorresse ogni giorno decine di chilometri di terreno accidentato sotto un sole rovente. Per questo la donna merita il più alto premio che esiste sulla terra come portatrice di acqua. E di vita.

 

Bledar Zajmi Volontario LVIA in Kenya

 

Questo pezzo è stato scritto come apertura della newsletter che i nostri volontari dal Kenya inviano per aggiornarci sui progetti. Scarica e leggi l’intera newsletter

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Nuove aule, latrine dotate di lavandini e due cisterne per la scuola di Muramba

DSCN2952Venerdì 11 luglio presso la Scuola Elementare di Muramba, nei pressi del villaggio di Ruiri, si è tenuta l’inaugurazione di due aule, due cisterne per la raccolta di acqua piovana e due blocchi di latrine (uno per i ragazzi ed uno per le ragazze) dotate di lavandini. I lavori sono cominciati nel corso del 2013 e sono stati sostenuti grazie al contributo privato del gruppo “Pino Cravero”, che già da molti anni supporta la Scuola.

I nostri volontari Enrico e Gloria sono stati accolti con grande calore dai membri del Comitato Direttivo della Scuola, guidati dall’amico Julius Chokera, dagli insegnanti, da un gruppo di rappresentanti dei genitori e dai 150 bambini della Scuola. Alternando momenti di canto e danze a spunti di riflessione su quanto l’acqua e le pratiche di igiene e salute ad essa connesse siano fondamentali, gli insegnanti, i genitori ed i bambini hanno espresso il loro ringraziamento al gruppo di sostegno di LVIA in memoria di Pino Cravero.

Senza Lucetta, Paola e tutti gli amici di Pino, infatti, la costruzione di queste opere non sarebbe stata possibile. Ringraziamo tutti loro per aver accompagnato la Scuola di Muramba in questo percorso e per essere di ispirazione ad altri nel sostegno di future attività, tra le quali si pensa alla costruzione di un piccolo impianto elettrico. Ed ovviamente, un grande grazie a tutti coloro che hanno accolto con tanto affetto i nostri volontari!