Dio e addii.

Diletta Carmi, servizio civile LVIA in Burkina Faso .. la partenza verso l’Italia

Maleké - blog di pancia

I saluti durano molto. Ci si accerta che l’interlocutore e la sua famiglia stiano bene. Si chiede come vanno il lavoro e la giornata. Dopo il saluto, all’ospite viene offerto un bicchiere d’acqua colmo fino all’orlo. Darlo mezzo pieno sarebbe una scortesia verso chi lo riceve e un disonore per chi lo offre. In fretta i bambini portano una sedia, una panca o almeno uno sgabello su cui sedersi, perché l’ospite possa riposarsi dopo il lungo tragitto. Una volta scolata l’acqua e riposato il sedere iniziano lunghe chiacchiere, cerimonie, confidenze, richieste di aiuto o una semplice vicinanza silenziosa. Se è fortunato, l’ospite riceve del tô (una sorta di polenta di miglio), se no semplicemente degli arachidi o dello zoomkoom (una bevanda a base di acqua e farina di miglio). Il silenzio non perturba il valore del tempo passato insieme, non crea inquietudine o imbarazzo.
Quando l’ospite deve andare via, chiede…

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Ebola: Intervista a Saverio Bellizzi, Epidemiologo di MSF nelle zone calde dell’epidemia

African Voices

Da circa 9 mesi il virus Ebola sta mietendo vittime e infetti in Guinea, Sierra Leone e Liberia. In questi mesi African Voices ha seguito l’evolversi dell’epidemia e molte sono state le domande che ci siamo posti. Oggi, grazie all’Ufficio Stampa di Medici Senza Frontiere, ho avuto la grande occasione di parlare con Saverio Bellizzi, Epidemiologo di riferimento di MSF nelle aree più colpite. Ecco cosa mi ha detto:

D) Quanti mesi fa è realmente scoppiato Ebola in West Africa e quali paesi sono realmente coinvolti adesso?
R) Le prime notizie ufficiali sono arrivate a febbraio, ma in verità i primi casi sono stati registrati in Guinea tra dicembre e gennaio a Guéckédou, nel sud est del paese. Noi eravamo nell’area già una settimana dopo. Poi è arrivata in Sierra Leone lungo i confini e dopo in Liberia

D) Che tu sappia è coinvolta anche la Costa d’Avorio?
R)

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Verso l’Albania

4 workshop a partire dal primo febbraio fino al 5 aprile per prepararsi ad incontrare i nostri corrispettivi albanesi. Bene comune e territorio, la cittadinanza attiva attraverso il teatro dell’oppresso, testimonianze di buone pratiche, conoscenza del contesto albanese e creazione dei contenuti di un blog: ecco come ci siamo preparati.

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