Gestione dei Rifiuti a Bissau: LVIA appoggia il Municipio in questa nuova sfida

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È da poco iniziato in Guinea Bissau un progetto di gestione dei rifiuti solidi urbani, promosso dal Municipio di Bissau in partenariato con LVIA e co-finanziato dall’Unione Europea. Su invito del finanziatore, LVIA è riuscita in questo progetto a capitalizzare le esperienze già portate avanti nell’ambito della gestione dei rifiuti in Senegal, Burkina Faso, Mozambico, Guinea Conakry e Mauritania, promuovendo il ruolo di primo piano di un Ente locale.

La particolarità del progetto, infatti, è che, pur con l’appoggio tecnico e amministrativo dell’Associazione – legittimato dalla larga esperienza nella realizzazione delle attività previste – il capofila del progetto sarà il Municipio stesso della capitale guineense.

IL CONTESTO – la gestione dei rifiuti solidi a Bissau

giovani volontariAd oggi nella capitale della Guinea Bissau la raccolta dei rifiuti è precaria e viene portata avanti senza alcun tipo di pianificazione da parte del Municipio: in tutti i quartieri i cittadini lasciano i rifiuti a lato della strada, in depositi informali che sono diventati col tempo vere e proprie discariche a cielo aperto senza alcun tipo di controllo. Il servizio di raccolta del Municipio è disorganico e non riesce a rispondere alle esigenze dei quartieri di eliminare queste piccole, ma numerose discariche.

D’altro canto tale lavoro di raccolta e differenziazione dei rifiuti è svolto informalmente dai cosiddetti “lixeiros”, persone vulnerabili che vivono di ciò che di riciclabile riescono a incontrare nei cumuli di rifiuti: il loro impiego è prezioso, ma le condizioni in cui viene svolto non sono dignitose per la vita umana, spesso pericolose e non igieniche. A Bissau i “lixeiros” sono soprattutto donne che raccolgono materiali plastici (bottiglie, bacinelle, contenitori), li lavano e li rivendono in circuiti informali.

Il PROGETTO

Attraverso il progetto “GRSU-BISSAU” LVIA mira a condividere le esperienze acquisite sulla gestione dei rifiuti in altri Paesi africani, rafforzando le competenze del Municipio di Bissau e sostenendolo nell’elaborazione di un piano decennale di gestione dei rifiuti solidi urbani, ad oggi inesistente.

Attività 1: smaltimento delle discariche di quartiere

I giovani delle associazioni di quartiere

Per fare fronte alla situazione di emergenza delle discariche a cielo aperto presenti nei quartieri, il progetto prevede il supporto immediato allo smaltimento di questi depositi che avverrà attraverso differenti giornate dedicate alla pulizia della città.

Le prime due giornate sono già state organizzate nelle scorse settimane: una volta noleggiati i veicoli necessari, si è proceduto alla pulizia di due tra i più critici punti di accumulo dei rifiuti, coinvolgendo le associazioni dei due quartieri in questione, Pluba e Plackdois. Queste associazioni sono composte da gruppi di vicini che vivono nella stessa zona e che hanno scelto di formalizzarsi per poter meglio portare avanti attività volte al miglioramento delle condizioni di vita nel proprio quartiere. Molti sono i giovani che partecipano e che si mettono in gioco come volontari collaborando al fine di portare avanti attività sociali nello spazio in cui vivono. Anche nel caso delle giornate di pulizia organizzate queste associazioni si mobilitano aiutando nella raccolta dei rifiuti che si trovano in luoghi di difficile accesso ma anche contribuendo alla creazione di un ambiente di lavoro sicuro e gradevole attraverso l’organizzazione e la preparazione di un pranzo per i membri dell’associazione stessa. Il contributo di queste realtà e inoltre fondamentale per quanto riguarda la registrazione delle quantità di residui smaltite: essi infatti controllano e registrano tutti gli spostamenti dei camion riuscendo così a fornire delle informazioni necessarie a dimostrare l’impatto del progetto.

Attività 2: formazione delle comunità

Durante i due anni di durata del progetto verranno inoltre portati avanti attività di sensibilizzazione nelle scuole di 10 quartieri della città di Bissau: sono già iniziati i primi incontri con le ONG locali che operano sul territorio, per progettare insieme tali percorsi e per permettere loro di promuovere le attività direttamente con la popolazione beneficiaria, godendo dell’appoggio e della supervisione dell’equipe di progetto LVIA.

Attività 3: il coinvolgimento dei Lixeiros

Il progetto prevede, inoltre, il supporto al lavoro dei lixeiros e un grosso sforzo nel riconoscimento e nella formalizzazione del loro impiego, così come è avvenuto in altri progetti che LVIA ha promosso in Senegal, in Mozambico, in Burkina Faso e in Guinea Conakry, creando nuove opportunità di lavoro per fasce sociali vulnerabili, promuovendo la formazione, l’accompagnamento professionale e l’auto-organizzazione in cooperative.

IL RUOLO DI LVIA: la valorizzazione dell’ente locale

Il Municipio si sta impegnando con orgoglio nello sviluppo del primo progetto che un finanziatore abbia deciso di affidargli direttamente: la strategia posta in essere per il raggiungimento dei risultati prevede una forte sinergia tra l’Ente locale e LVIA, il continuo scambio di opinioni tra i due attori e l’individuazione di nuove soluzioni che possano coniugare l’expertise dell’Associazione nel settore rifiuti e la conoscenza del contesto e delle dinamiche locali del Municipio.

Il ruolo di LVIA è, dunque, in questo caso più marginale rispetto alle progettualità sui rifiuti negli altri paesi, ma non per questo meno importante: il Municipio, infatti, ha fatto emergere la necessità di avvalersi delle competenze dell’ONG, non solo per ciò che concerne il settore della gestione dei rifiuti, ma anche per le capacità di gestionali tout-court.

Tra le varie sfide che LVIA è chiamata a compiere c’è anche quella di rendere il Municipio capace di gestire la parte amministrativa del progetto e le relazioni dirette con il finanziatore, affinché vi siano all’interno dell’Istituzione delle competenze tali da poter usufruire di un eventuale ulteriore finanziamento –  al termine di questi due anni previsti per il suddetto progetto – che dia continuità e sostenibilità all’attuazione del piano di gestione dei rifiuti sul lungo periodo.

Il progetto GRSU-BISSAU rappresenta una grande opportunità per il Municipio e lo staff locale, con motivazione ed entusiasmo, sta cercando di portare avanti questa nuova e sfida.

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Senegal: giovani si fanno protagonisti del cambiamento

Eccoci seduti nel mezzo del compound di Thiès, al riparo dell’ombra della nostra grande bâche, tentando di racchiudere in poche righe le mille emozioni ed esperienze vissute in questi primi mesi di servizio civile.

daniele_sabrina-2Il Sénégal con le sue tradizioni, la sua storia e le sue mille contraddizioni è sempre pronto ad accoglierci a braccia aperte, la “teranga” senegalese ovvero l’ospitalità dei suoi abitanti è cosa risaputa.

Entrambi, per motivi diversi, avevamo già vissuto un’esperienza di formazione in questo Paese e questo ha sicuramente facilitato ed accelerato i nostri tempi di integrazione, sebbene ogni città e contesto senegalese abbia le sue peculiarità.

Sin dall’inizio del nostro percorso, ovvero dalla formazione tenutasi a Torino, ci siamo resi conto che la nostra attività non sarebbe stata delle più semplici. Il nostro progetto di servizio civile per il 2014, nato dall’esperienza portata avanti dalla LVIA in Burkina Faso e destinato ad aumentare tra i giovani un senso di partecipazione e di cittadinanza attiva, non ha ancora ottenuto i finanziamenti necessari per essere avviato.

Non essere inseriti in un vero e proprio progetto, specialmente per chi è alla prime armi, sembra avere molti lati negativi, la mancanza di un programma definito di lavoro in cui potersi inserire aumenta il senso di spaesamento e di difficoltà dei primi giorni. Nonostante questo, non ci siamo persi d’animo ed abbiamo deciso di procedere a piccoli passi facendo divenire il nostro “non progetto” un punto di forza.

sabrina_thiesCon il passare del tempo abbiamo capito che possiamo e dobbiamo essere noi giovani i veri protagonisti del cambiamento e che la libertà d’azione che abbiamo a disposizione è un’opportunità che va sfruttata al massimo, soprattutto in questo momento storico in cui le possibilità per i ragazzi sono spesso ridotte al minimo, tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo.

Durante i nostri primi mesi di lavoro abbiamo tentato di ricostruire un quadro generale della realtà associativa della città di Thiès identificandone le criticità ed i punti di forza. Tramite degli incontri informali e di conoscenza con le varie associazioni e movimenti giovanili abbiamo avuto la possibilità di confrontarci e di scambiare esperienze e punti di vista. Il nostro obiettivo è quello di lavorare tra pari, allo stesso livello e di non imporre attività o programmi, ma ascoltarci reciprocamente costruendo un percorso comune.

Il panorama dell’associazionismo giovanile senegalese è variegato ed eterogeneo ed i giovani si impegnano su svariati fronti ma, nonostante ciò, il percorso di sviluppo e di affermazione territoriale delle associazioni resta difficoltoso. Le politiche ed i meccanismi statali non sempre tutelano queste piccole realtà e la mancanza di finanziamenti le porta a concentrarsi unicamente sulla programmazione di eventi sportivi, accantonando ogni tipo di attività culturale e formativa.  La collaborazione tra le varie organizzazioni, spesso deboli e poco strutturate, è sporadica e la competizione esistente tra loro a livello di quartiere impedisce la realizzazione di un percorso comune.

Parallelamente a questi primi incontri abbiamo tentato di avviare un dialogo trilaterale tra Senegal, Italia e Burkina Faso con lo scopo di assicurare uno scambio continuo e proficuo di esperienze, opinioni ed idee. Ad oggi sono molti gli elementi che accomunano i giovani di questi differenti Paesi rispetto a quelli che li differenziano: la disoccupazione e la mancanza di ascolto da parte delle autorità locali sono i problemi più sentiti dai giovani che, organizzandosi ai vari livelli, lottano per ottenere un riconoscimento e partecipare attivamente allo sviluppo del proprio Paese.

daniele_thiesOltre a queste svariate problematiche sociali è necessario tener conto di quelle che sono le altre grandi “piaghe” del Senegal, primo tra tutti l’inquinamento delle grandi città e il problema dei rifiuti plastici che non vengono adeguatamente smaltiti. Forti dell’esperienza trentennale della LVIA Senegal in questo settore e grazie al consolidato partenariato con il centro di riciclaggio della plastica PROPLAST, abbiamo deciso di iniziare da qui il nostro percorso con i giovani. L’organizzazione di alcune giornate di sensibilizzazione e di raccolta di rifiuti nei vari quartieri sarà soltanto l’inizio di una lunga serie di attività che abbiamo intenzione di intraprendere con lo scopo di creare e potenziare una rete di giovani motivati ed impegnati. (il video delle giornate è visibile a questo link)

Oltre a questo obiettivo, la cui realizzazione occupa la maggior parte del nostro tempo, ci stiamo dedicando anche ad altri aspetti che potremmo definire “collaterali” alla nostra attività principale, primo fra tutti la “rinascita” (come noi amiamo chiamarla!) del compound, ovvero della sede LVIA Senegal.

compoundLa struttura del compound si articola su un terreno di un ettaro, verde e ricco di alberi e grazie alle sue numerose e graziose casette arriva ad ospitare fino a 15 persone. Questa grande struttura dunque, sebbene non abitata da diversi anni, possiede tutte le potenzialità per divenire un ottimo punto di riferimento e di aggregazione per i giovani della città di Thiès. A noi il duro ma ambizioso compito di rivitalizzarlo e, magari, di farlo divenire un giorno meta di viaggi di conoscenza e di turismo responsabile.

Per il momento dalla LVIA Senegal è tutto,

speriamo di riaggiornarvi presto con interessanti e nuove attività ,

Sabrina e Daniele – servizi civili LVIA in Senegal