Viaggio di solidarietà con LVIA in Kenya: la testimonianza di una partecipante

Questo slideshow richiede JavaScript.

Casa, Italia, Occidente, le nostre abitudini, la routine, le sicurezze, tutto è rimasto qui ad attenderci; in fondo in questo tempo qui non è successo nulla; i soliti scandali politici, lo spread, qualche altra donna uccisa da un folle, le temperature record di ogni estate…

Mi sveglio ancora tal volta al mattino con qualche fuggevole traccia di un sogno in cui compare qualche viso dalla pelle scura. Mi ha molto colpito questo particolare, prima di questo viaggio non avevo mai sognato persone di colore.
Prima di questo viaggio i loro visi mi sembravano più o meno tutti uguali,  avevo si e no una decina di stereotipi dei loro visi, eppure ho  avuto amici, compagni di università, ho  persino una nipote di pelle scura. Ho fatto altri viaggi in Africa in precedenza ma ero una turista e non ho mai appreso neppure una loro parola prima, neppure la più ricorrente o banale.
Non sapevo il significato di musungo.
Mi sfuggivano i particolari delle loro espressioni, le tante forme dei loro visi; la sensazione di avere tutti i sensi all’erta nel  creare un delicato contatto con  bimbi incontrati casualmente lungo un infinito e assolato stradone dove i viaggiatori non si fermano mai…bimbi giunti guardinghi e curiosi da qualche remota capanna  lungo la statale, piccoli villaggi fuori da ogni meta turistica.
Bimbi incuriositi dal nostro bianco con le loro manine a toccare questi  nostri strani lisci capelli; vederli ridere tra loro che certo dovevano trovarci così buffi e strani, quasi alieni.
Ad essere diversi eravamo noi.
Noi ad essere osservati, scrutati, a sentirci  toccare le nostre mani e braccia nelle loro esplorazioni.
Non mi era mai capitato di sentirmi diversa  per qualche aspetto che ho sempre considerato banale o scontato per me e per i miei simili, da sempre.
Inevitabile immaginarmi lo choc che avranno loro la prima volta che mettono piede in occidente.
Loro che sanno molto meno di noi di quanto noi sappiamo di loro.
Noi che ci prepariamo ad un viaggio, compriamo la Lonely Planet e studiamo il percorso con Google map, possiamo sapere di loro quasi tutto.
Molti bimbi là erano felicemente sconvolti nel vedersi ritratti in una foto o in un video, forse per alcuni era la prima volta.
Là dove non ci sono tv. Neppure per noi.
Monica, partecipante al viaggio di solidarietà organizzato da LVIA a luglio in Kenya
Annunci